Il melograno protagonista d’eccezione nella poesia

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Il melograno, per via dei suoi frutti – dai chicchi rossi, color del sangue, che dal molteplice si associano a comporre un’unità – simboleggia fertilità, vitalità e abbondanza, ma anche e soprattutto morte e rinascita.

Per questi motivi l’ha fatta da padrone sin dall’antichità nella letteratura; nell’ambito della mitologia, certo, ma anche della poesia.

Nel celeberrimo componimento Pianto Antico di Carducci, il melograno continua a crescere mentre il piccolo Dante, il figlio del poeta, morto prematuramente, non può più giocare all’ombra dell’albero, in un perenne dualismo vita/morte che, abbiamo visto, benissimo si associa a questa pianta: – L’albero a cui tendevi/ la pargoletta mano/ il verde melograno/ da’ bei vermigli fior… –

Federico Garcia Lorca dedica una poesia al frutto dai chicchi rossi; ne tesse le lodi e lo consacra grazie alla sua Ode alla melagrana  – È la melagrana profumata/ un cielo cristallizzato./ Ogni grana è una stella/ Ogni velo è un tramonto…….

La melagrana è un cuore/ che batte sul seminato,/ un cuore sdegnoso/ dove non beccano gli uccelli,/ un cuore che fuori/ è duro come il cuore umano/ ma dà a chi lo trafigge/ odore e sangue di maggio…..

O melagrana aperta, tu sei/ una fiamma sopra l’albero,/ sorella carnale di Venere,/ riso dell’orto ventoso….”-

Ma anche altri autori vi hanno dedicato versi più o meno celebri.
Vale la pena ricordare tra questi Gabriele D’Annunzio – Un sorriso così fresco e vermiglio che fa pensare al dischiudersi d’un frutto di melograno – e Giovanni Pascoli – Siepi di melograno,/ fratte di tamerice,/ il palpito lontano/ d’una trebbiatrice -.

La melagrana è quindi protagonista non solo a tavola, ma, sin dai tempi antichi, nella letteratura, in particolare nei volumi di poesia, oltre che, ovviamente, di mitologia.

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